Nutrition & DietComunicato stampa

I dolcificanti artificiali più diffusi associati a un declino cognitivo del 62% più rapido in un ampio studio

Uno studio su 13.000 adulti ha rilevato che il consumo più elevato di dolcificanti è associato a un invecchiamento cognitivo di circa 1,6 anni più rapido rispetto al consumo più basso.

domenica 19 luglio 2026 5 visualizzazioni
Pubblicato in ScienceDaily Nutrition
Article visualization: Popular Artificial Sweeteners Tied to 62% Faster Cognitive Decline in Large Study

Riepilogo

Uno studio brasiliano su larga scala che ha seguito quasi 13.000 adulti per otto anni ha rilevato che le persone che consumavano maggiori quantità di dolcificanti artificiali mostravano un declino significativamente più rapido delle capacità mnemoniche e cognitive. Il gruppo con il consumo più elevato — in media 191 mg al giorno — ha evidenziato un declino cognitivo del 62% più rapido rispetto ai consumatori più bassi. L'associazione era più marcata negli adulti sotto i 60 anni e nelle persone con diabete. Sono stati studiati sette dolcificanti, tra cui aspartame, eritritolo, xilitolo e sorbitolo, comunemente presenti in bevande dietetiche, acque aromatizzate e dessert a basso contenuto calorico. I ricercatori avvertono che si tratta di dati osservazionali che non dimostrano un rapporto di causalità, ma la portata dell'effetto merita attenzione da parte di chiunque faccia uso regolare di sostituti dello zucchero.

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Riepilogo Dettagliato

I dolcificanti artificiali sono ampiamente commercializzati come un'alternativa sicura allo zucchero, ma un importante nuovo studio suggerisce che potrebbero comportare un costo nascosto per la salute cerebrale. Pubblicata su <em>Neurology</em>, la rivista dell'American Academy of Neurology, la ricerca ha seguito quasi 13.000 adulti brasiliani per otto anni e ha riscontrato un legame significativo tra il consumo di dolcificanti e un declino cognitivo accelerato.

Lo studio ha esaminato sette dolcificanti comuni: aspartame, saccarina, acesulfame K, eritritolo, xilitolo, sorbitolo e tagatosio. I partecipanti sono stati suddivisi in gruppi in base all'assunzione giornaliera totale, che variava da una media di 20 mg al giorno nel gruppo più basso a 191 mg al giorno in quello più alto — circa l'equivalente della quantità di aspartame contenuta in una lattina di bibita dietetica. Il gruppo con il consumo più elevato ha mostrato un declino complessivo della memoria e del pensiero del 62% più rapido rispetto al gruppo con il consumo più basso, equivalente a circa 1,6 anni aggiuntivi di invecchiamento cognitivo.

Le valutazioni cognitive hanno misurato la fluenza verbale, la memoria di lavoro, il ricordo di parole e la velocità di elaborazione — funzioni fondamentali che si deteriorano con l'età e costituiscono indicatori precoci del rischio di demenza. Il declino è risultato più pronunciato negli adulti sotto i 60 anni e in quelli con diabete, due gruppi ai quali spesso viene consigliato di sostituire lo zucchero con alternative a basso contenuto calorico, rendendo i risultati particolarmente controintuitivi.

Dal punto di vista della longevità, la salute cognitiva è un pilastro centrale degli anni di vita in salute. Se i dolcificanti ampiamente consumati accelerano anche solo moderatamente la traiettoria dell'invecchiamento cerebrale, l'effetto cumulativo nel corso dei decenni potrebbe essere significativo. Questo è particolarmente rilevante per chi ottimizza la propria salute e fa affidamento quotidiano su bibite dietetiche, barrette proteiche o prodotti "senza zucchero".

È fondamentale sottolineare che si tratta di uno studio osservazionale — non è in grado di dimostrare che i dolcificanti causino il declino cognitivo. Fattori confondenti, causalità inversa o schemi alimentari associati all'uso di dolcificanti potrebbero spiegare in parte i risultati. Sono necessari studi controllati su scala più ampia prima di poter formulare raccomandazioni alimentari definitive, ma una riduzione prudente dell'esposizione ai dolcificanti appare giustificata.

Risultati Principali

  • Highest sweetener intake linked to 62% faster cognitive decline vs lowest intake group over 8 years.
  • Effect equivalent to roughly 1.6 extra years of brain aging at peak sweetener consumption levels.
  • Associations strongest in adults under 60 and those with diabetes — groups most likely using sweeteners.
  • Seven sweeteners studied including aspartame, erythritol, xylitol, and sorbitol found in everyday diet products.
  • Study is observational; causation not established, but findings apply to commonly consumed quantities.

Metodologia

Si tratta di un riassunto di ricerca che riporta uno studio peer-reviewed pubblicato su *Neurology*, una rivista ad alta credibilità dell'American Academy of Neurology. Lo studio è una coorte osservazionale prospettica di 12.772 adulti seguiti per circa otto anni mediante valutazioni cognitive validate e questionari alimentari. La qualità delle prove è da moderata a solida per un disegno osservazionale, ma non consente di stabilire un nesso causale.

Limitazioni dello Studio

Lo studio si è basato su questionari sulla frequenza alimentare compilati al basale, che potrebbero non riflettere accuratamente i cambiamenti dietetici a lungo termine. Il disegno osservazionale implica che fattori confondenti non misurati — come la qualità complessiva della dieta o la salute metabolica — potrebbero essere alla base dell'associazione. Prima di trarre conclusioni definitive, è opportuno esaminare i dati primari sugli effetti specifici dei singoli dolcificanti e sulle curve dose-risposta.

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