La Musicoterapia e la Robotica si Alleano per Proteggere il Cervello che Invecchia
Uno studio su 210 persone valuta se programmi di musicoterapia della durata di 5 mesi — e assistenti robotici — possano rallentare il declino cognitivo negli anziani.
Alzheimer's disease research, amyloid plaques, tau tangles, and cognitive decline
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Uno studio su 210 persone valuta se programmi di musicoterapia della durata di 5 mesi — e assistenti robotici — possano rallentare il declino cognitivo negli anziani.
Una nuova ricerca rivela che i cervelli cognitivamente resilienti utilizzano un numero inferiore di neuroni, ma più stabili — una scoperta che potrebbe aprire la strada a terapie per ritardare la demenza.
Un gruppo di esperti traccia le vie che collegano le aree verdi urbane al rischio di Alzheimer e offre ai ricercatori un protocollo standardizzato di misurazione.
Il lipidologo di fama mondiale Tom Dayspring spiega perché il colesterolo cerebrale funziona in modo indipendente dal resto del corpo — e cosa significa questo per l'Alzheimer.
Nuove ricerche rivelano che lo stato molecolare dei neuroni immaturi nell'ippocampo senescente predice la resilienza cognitiva — non soltanto il loro numero.
Uno studio di Fase II verifica se bloccare l'attività del virus dell'herpes possa proteggere contro il morbo di Alzheimer nelle fasi precoci del declino cognitivo.
Un programma strutturato basato sulla neuroplasticità ha migliorato le prestazioni funzionali e il benessere emotivo negli anziani con demenza che vivono in comunità.
La perdita di un peptide colinergico chiave peggiora drasticamente la memoria nei topi con Alzheimer, indicando una via trascurata nel declino cognitivo.
Una nuova ricerca mostra che la patologia tau compromette il trasporto intracellulare neuronale prima ancora che si formino i grovigli — e un inibitore della chinasi è in grado di invertirlo.
Una durata del sonno prolungata e orari di risveglio più tardivi sono associati a un declino cognitivo più rapido, in particolare negli anziani con accumulo di amiloide e tau.
Uno studio di laboratorio rileva che ACU193 si lega meno ai vasi sanguigni cerebrali rispetto a lecanemab, spiegando potenzialmente le differenze nel rischio di effetti collaterali ARIA.
Una narrative review rivela il profilo di rischio unico per la demenza in India — e perché i risultati ottenuti in Occidente potrebbero non applicarsi a 1,4 miliardi di persone.