I ricercatori che hanno esaminato le evidenze scientifiche sul modo di camminare e il morbo di Alzheimer hanno scoperto che l'andatura degli adulti più anziani potrebbe segnalare una patologia cerebrale anni prima che emergano problemi di memoria. Una velocità di deambulazione ridotta e una minore capacità di adattare l'andatura a situazioni di difficoltà sono correlate a una maggiore accumulo di amiloide-beta e tau nel cervello, nonché a un restringimento dell'ippocampo — caratteristiche distintive dell'Alzheimer. La rassegna va oltre la tradizionale spiegazione secondo cui andatura e cognizione condividono semplicemente circuiti neurali. Propone invece che il declino dell'andatura e la patologia dell'Alzheimer possano derivare da vulnerabilità comuni e si rinforzino a vicenda nel tempo. Gli autori sostengono la valutazione routinaria dell'andatura come strumento di screening precoce e sottolineano l'importanza di mantenere la capacità di camminare nel corso della vita come strategia pratica per la prevenzione della demenza.