Longevity & AgingIl blocco di STING nei macrofagi del midollo osseo aiuta a preservare l'osso nei topi anziani
La perdita ossea legata all'età potrebbe essere dovuta in parte a una via di allarme immunitario chiamata cGAS–STING, secondo un nuovo studio sui topi. Con l'invecchiamento dei topi, questa via è diventata più attiva nei macrofagi del midollo osseo, cellule immunitarie che si trovano accanto alle cellule che costruiscono l'osso. Le cellule adipose del midollo di animali anziani hanno rilasciato una proteina chiamata DPP4, che sembrava amplificare il segnale infiammatorio e spingere i macrofagi a compromettere le cellule che formano l'osso. Quando i ricercatori hanno silenziato STING nei macrofagi dai 12 ai 18 mesi di età, i topi hanno mantenuto una maggiore densità e una migliore struttura ossea, hanno formato più osso nuovo e avevano meno cellule adipose nel midollo. Il lavoro indica un circolo di feedback tra grasso midollare, attivazione immunitaria e indebolimento della formazione ossea. Si tratta di una ricerca preliminare, preclinica, condotta sui topi, ma mette in luce STING e DPP4 come potenziali bersagli per preservare l'osso durante l'invecchiamento.