Cancer ResearchComunicato stampa

Un breve ciclo di immunoterapia prima dell'intervento chirurgico mantiene i pazienti con tumore dell'intestino liberi da recidiva per quasi tre anni

Nello studio NEOPRISM-CRC, nove settimane di pembrolizumab prima dell'intervento chirurgico hanno lasciato tutti i 32 pazienti con un determinato tumore dell'intestino liberi da recidiva dopo 33 mesi.

venerdì 16 ottobre 2026 2 visualizzazioni
Pubblicato in ScienceDaily Cancer
Article visualization: Short immunotherapy course before surgery keeps bowel cancer patients recurrence-free for nearly thr

Riepilogo

Un piccolo studio clinico suggerisce che un breve ciclo di immunoterapia prima dell'intervento chirurgico possa offrire una protezione duratura contro una forma genetica di tumore dell'intestino. Nello studio NEOPRISM-CRC, 32 pazienti con malattia di stadio due o tre hanno ricevuto il farmaco pembrolizumab per un massimo di nove settimane prima dell'intervento, al posto della consueta chemioterapia successiva. Dopo 33 mesi di follow-up, nessuno ha avuto una recidiva. Questo vale anche per i pazienti che, dopo il trattamento, presentavano ancora piccole tracce di malattia: tali tracce non sono cresciute né si sono diffuse. I risultati precedenti avevano mostrato che il 59% non presentava alcuna malattia rilevabile dopo il trattamento e l'intervento. In confronto, si stima che circa il 25% dei pazienti che seguono il percorso standard di chirurgia più chemioterapia vada incontro a una recidiva entro tre anni. I ricercatori hanno inoltre sviluppato esami del sangue personalizzati per capire precocemente se il trattamento ha funzionato, il che potrebbe aiutare i medici a somministrare meno terapia ad alcuni pazienti e più terapia ad altri. Lo studio è di piccole dimensioni e non prevede un gruppo di controllo, quindi sono necessari studi più ampi. Ciononostante, i risultati indicano la strada verso un'assistenza oncologica più mirata e meno gravosa.

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Riepilogo Dettagliato

Il tumore del colon-retto colpisce soprattutto gli adulti più anziani, anche se i tassi nelle persone sotto i 50 anni sono in aumento. Il trattamento standard per la malattia di stadio due o tre è la chirurgia seguita da chemioterapia, eppure circa un paziente su quattro ha comunque una recidiva entro tre anni. La chemioterapia comporta inoltre costi concreti per la salute e per la funzionalità. Un trattamento in grado di prevenire le recidive con una minore esposizione sarebbe importante per gli anni di vita in salute dopo il tumore.

Lo studio NEOPRISM-CRC, guidato da ricercatori dell'UCL e dell'UCLH, ha testato una sequenza diversa. Trentadue pazienti con una specifica forma genetica di tumore del colon-retto hanno ricevuto il farmaco immunoterapico pembrolizumab per un massimo di nove settimane prima dell'intervento chirurgico, anziché la chemioterapia dopo l'intervento. I risultati precedenti avevano mostrato una notevole riduzione del tumore, e il 59% dei pazienti non presentava alcuna malattia rilevabile dopo il trattamento e l'intervento programmato.

Il nuovo follow-up, che sarà presentato al AACR Annual Meeting 2026, riporta che dopo 33 mesi nessuno dei pazienti ha avuto una recidiva. Questo vale sia per i pazienti senza alcuna malattia residua sia per quelli con piccole tracce residue, che non sono cresciute né si sono diffuse. A fronte di un tasso di recidiva atteso di circa il 25% con le cure standard, il dato è notevole.

Il team ha anche analizzato campioni di sangue per capire perché la terapia abbia funzionato. Ha sviluppato esami del sangue personalizzati che mostrano precocemente se il trattamento ha avuto successo e se tracce di tumore circolano ancora. Insieme alla profilazione immunitaria, questi strumenti potrebbero un giorno aiutare a identificare i pazienti che necessitano di meno terapia e quelli a più alto rischio che ne necessitano di più. Il dottor Kai-Keen Shiu ha definito i risultati estremamente incoraggianti.

Ci sono importanti avvertenze. Lo studio è piccolo, con soli 32 pazienti, e non ha un gruppo di confronto randomizzato, quindi il paragone con le cure standard si basa sui tassi attesi. Il beneficio riguarda uno specifico sottotipo genetico di tumore del colon-retto, non tutti i casi. Un follow-up inferiore a tre anni non può confermare una guarigione duratura, e gli esami del sangue devono ancora essere validati. I pazienti non dovrebbero aspettarsi questo approccio per altri tumori del colon-retto, e le decisioni terapeutiche spettano al team oncologico. Studi più ampi mostreranno se la promessa iniziale verrà confermata.

Risultati Principali

  • None of 32 patients had a cancer recurrence after 33 months of follow-up following pre-surgery pembrolizumab.
  • Earlier data showed 59% of patients had no detectable disease after nine weeks of treatment and surgery.
  • Patients with residual traces of disease also stayed recurrence-free, and the remaining cancer did not grow or spread.
  • Standard surgery plus chemotherapy is expected to leave about 25% of patients relapsing within three years.
  • Personalized blood tests and immune profiling may predict response and guide how much treatment each patient needs.

Metodologia

Questo è un comunicato stampa universitario che riassume i risultati dello studio clinico NEOPRISM-CRC, che saranno presentati all'AACR Annual Meeting 2026. La fonte, UCL, è autorevole, ma nell'articolo i risultati non sono ancora stati sottoposti a revisione paritaria. Le prove provengono da un piccolo studio a braccio singolo, confrontato con i tassi di recidiva storici attesi.

Limitazioni dello Studio

Lo studio ha arruolato solo 32 pazienti, non prevedeva un braccio di controllo randomizzato e li ha seguiti per meno di tre anni, quindi la durata dell'effetto resta non dimostrata. L'articolo non indica il sottotipo genetico né descrive gli effetti collaterali, e gli esami del sangue non sono ancora stati validati. Per questi dettagli, consulta la presentazione completa dell'AACR o la relativa pubblicazione.

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