Gut & MicrobiomeArticolo di ricercaAccesso aperto

Il batterio intestinale *Roseburia hominis* previene l'aumento di peso e le malattie metaboliche

Una nuova ricerca mostra come questo microbo intestinale benefico contrasti l'obesità e migliori il metabolismo attraverso la produzione di NR.

venerdì 3 aprile 2026 8 visualizzazioni
Pubblicato in Gut Microbes
petri dish with bacterial colonies growing on agar medium under laboratory lighting with pipette tips nearby

Riepilogo

I ricercatori hanno scoperto che *Roseburia hominis*, un batterio intestinale benefico ridotto negli individui obesi, previene l'aumento di peso e la disfunzione metabolica quando somministrato come integratore. Negli studi sui topi, questo probiotico ha bloccato l'obesità indotta da una dieta ricca di grassi, migliorato la tolleranza al glucosio, prevenuto il fegato grasso e ridotto l'espansione del tessuto adiposo. Gli effetti protettivi si esplicano attraverso la produzione di nicotinamide riboside e l'attivazione della via Sirtuin1/mTOR. Studi sull'uomo hanno confermato che i livelli di *R. hominis* sono inversamente correlati con l'BMI e i trigliceridi, rendendo questo batterio un promettente bioterapeutico vivo di nuova generazione per la prevenzione dell'obesità.

Riepilogo Dettagliato

Gli scienziati hanno identificato <em>Roseburia hominis</em> come un promettente candidato probiotico per la prevenzione dell'obesità e delle malattie metaboliche. Questo batterio intestinale benefico è significativamente ridotto negli individui obesi rispetto ai controlli normopeso, con un'abbondanza inversamente correlata al BMI e ai trigliceridi sierici.

I ricercatori hanno testato la supplementazione di <em>R. hominis</em> in topi alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi per 11 settimane. Il probiotico ha prevenuto l'aumento di peso, migliorato la tolleranza al glucosio e bloccato lo sviluppo della resistenza all'insulina. I topi trattati hanno mostrato una ridotta espansione del tessuto adiposo bianco, hanno evitato il processo di imbianchiamento del tessuto adiposo bruno e hanno evitato lo sviluppo del fegato grasso rispetto ai controlli.

I benefici metabolici derivano dalla produzione da parte di <em>R. hominis</em> di nicotinamide ribioside, un precursore del NAD+ che attiva la via di segnalazione Sirtuin1/mTOR. Questo meccanismo potenzia il metabolismo energetico cellulare e la combustione dei grassi. La supplementazione ha inoltre ripristinato i batteri intestinali benefici associati ai fenotipi normopeso.

La validazione sull'essere umano è avvenuta attraverso l'analisi di 100 soggetti di Hong Kong e 497 europei provenienti dal progetto MetaCardis. Gli individui obesi hanno mostrato in modo costante livelli più bassi di <em>R. hominis</em>, confermando il suo ruolo come biomarcatore della salute metabolica. La deplezione di questo batterio sembra collegata ai modelli alimentari occidentali e a fattori legati allo stile di vita.

A differenza dei probiotici ad ampio spettro, <em>R. hominis</em> rappresenta un approccio mirato basato su specifiche vie metaboliche. La ricerca suggerisce che potrebbe diventare un bioterapeutico vivo di nuova generazione, offrendo vantaggi rispetto ai trapianti fecali pur fornendo benefici metabolici analoghi attraverso un singolo ceppo ben caratterizzato.

Risultati Principali

  • R. hominis supplementation prevented weight gain and metabolic dysfunction in high-fat diet mice
  • The bacterium produces nicotinamide riboside, activating Sirtuin1/mTOR metabolic pathways
  • Obese humans show depleted R. hominis levels inversely correlated with BMI and triglycerides
  • Treatment prevented fatty liver, reduced fat expansion, and improved glucose tolerance
  • R. hominis restored beneficial lean-associated gut bacteria species

Metodologia

Studio su topi di 11 settimane con dieta iperlipidica e supplementazione giornaliera di *R. hominis* (10^9 CFU). La validazione sull'uomo ha utilizzato il sequenziamento metagenomico di 597 soggetti nelle coorti di Hong Kong e europee.

Limitazioni dello Studio

I risultati ottenuti su modelli animali richiedono la validazione attraverso studi clinici sull'uomo. La sicurezza a lungo termine e i protocolli di dosaggio ottimali devono ancora essere definiti. Le variazioni individuali del microbiota intestinale possono influenzare la risposta al trattamento.

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