Cancer ResearchComunicato stampa

Attivare PPARD nelle cellule immunitarie trasforma una proteina che alimenta il cancro in un'arma contro i tumori

Gli scienziati del Cold Spring Harbor hanno potenziato la capacità delle cellule CAR T di bruciare i grassi attivando PPARD, rallentando o arrestando la crescita dei tumori colorettali in modelli di laboratorio e nel topo.

sabato 17 ottobre 2026 1 visualizzazione
Pubblicato in ScienceDaily Cancer
Article visualization: Activating PPARD in immune cells turns a cancer-fueling protein into a tumor-fighting weapon

Riepilogo

Ricercatori del Cold Spring Harbor Laboratory hanno scoperto che una proteina nota per favorire la crescita delle cellule tumorali può essere riutilizzata per aiutare le cellule immunitarie a distruggere i tumori. La proteina, PPARD, regola il modo in cui le cellule bruciano i grassi per produrre energia. Le cellule tumorali la usano per alimentarsi, ma quando il team l'ha attivata nelle cellule immunitarie, queste hanno bruciato più grassi e sono diventate più efficaci nell'attaccare il cancro. Nei topi con cancro del colon-retto, questo ha spostato l'ambiente tumorale a favore della risposta immunitaria. Gli scienziati hanno poi attivato PPARD in cellule CAR T ingegnerizzate e le hanno testate su organoidi di cancro del colon-retto, su cellule tumorali umane in coltura e su tumori impiantati nei topi. Le cellule trattate hanno rallentato o fermato la crescita del tumore. Lo studio, pubblicato su Nature Immunology, potrebbe in futuro aiutare i pazienti i cui tumori resistono alla chemioterapia e alle attuali immunoterapie. Si tratta ancora di una ricerca preclinica in fase iniziale, che non è stata testata sull'uomo.

0:00--:--

Riepilogo Dettagliato

Il cancro del colon-retto è diventato la principale causa di morte per cancro tra le persone sotto i 50 anni, e molti pazienti restano senza opzioni quando la chemioterapia e le nuove immunoterapie falliscono. Un nuovo studio del Cold Spring Harbor Laboratory suggerisce che lo stato metabolico delle cellule immunitarie potrebbe essere una leva per migliorare il trattamento.

Il lavoro ruota attorno a PPARD, acronimo di peroxisome proliferator-activated receptor delta (recettore delta attivato dai proliferatori dei perossisomi). Questo fattore di trascrizione controlla i geni coinvolti nella combustione dei grassi. Le cellule tumorali usano PPARD per sostenere la propria crescita, il che normalmente lo renderebbe un bersaglio poco interessante da attivare. Semir Beyaz e colleghi hanno scoperto che nelle cellule immunitarie vale l'opposto. Nei topi con cancro del colon-retto, l'attivazione di PPARD nelle cellule immunitarie ha spostato l'ambiente tumorale verso una condizione favorevole all'attacco immunitario. Come ha sintetizzato Beyaz, le cellule che bruciano più grassi diventano più adatte a combattere il cancro.

Il team ha poi applicato l'idea alle cellule CAR T, cellule immunitarie ingegnerizzate già approvate per alcuni tumori del sangue. Hanno attivato PPARD nelle cellule CAR T e le hanno testate in diversi modelli di cancro del colon-retto umano: organoidi derivati dai pazienti, cellule tumorali umane in coltura e cellule tumorali impiantate nei topi. In tutti questi esperimenti, le cellule con PPARD attivato hanno rallentato o arrestato la crescita del tumore. L'approccio ha mostrato risultati promettenti anche contro il cancro al seno, il cancro ovarico e il melanoma.

L'intuizione centrale è che le cellule tumorali e le cellule immunitarie sono soggette agli stessi vincoli chimici e fisici, quindi una via metabolica che aiuta le prime può essere sfruttata per potenziare le seconde. Riprogrammare il metabolismo delle cellule immunitarie potrebbe far funzionare meglio le immunoterapie esistenti, in particolare nei tumori che oggi vi resistono.

Per ora non esiste alcuna indicazione pratica per i pazienti. Le prove provengono da colture in laboratorio, organoidi e modelli murini, e l'approccio non è stato testato sull'uomo. Occorre studiare la sicurezza, la durata dell'effetto e il rischio che l'attivazione di PPARD possa nutrire anche le cellule tumorali. Prima di qualsiasi uso clinico saranno necessari studi sull'uomo.

Risultati Principali

  • PPARD supports fat burning in cancer cells but, when activated in immune cells, shifts the tumor environment toward immune attack.
  • Activating PPARD in CAR T cells slowed or stopped tumor growth in colorectal cancer organoids, cell cultures, and mouse models.
  • Immune cells that burn more fat became more effective tumor fighters, linking cellular metabolic fitness to anticancer immunity.
  • The approach also showed promise against breast cancer, ovarian cancer, and melanoma in laboratory experiments.
  • The findings are preclinical and have not yet been tested in human patients.

Metodologia

Questo è un articolo di ScienceDaily basato su un comunicato stampa del Cold Spring Harbor Laboratory relativo a uno studio pubblicato su Nature Immunology. Le evidenze provengono da ricerche precliniche: modelli murini, organoidi derivati da pazienti e cellule tumorali umane in coltura. La fonte è attendibile, ma l'articolo è una sintesi secondaria dello studio originale.

Limitazioni dello Studio

L'articolo è troncato e riporta solo una parte dei risultati; i dati relativi ai modelli di tumore al seno, ovarico e di melanoma sono citati senza dettagli. I risultati ottenuti su topi e organoidi spesso non si traducono nell'uomo, e la sicurezza e gli effetti off-target dell'attivazione di PPARD non vengono affrontati. I lettori dovrebbero consultare l'articolo originale pubblicato su Nature Immunology per conoscere le dimensioni dell'effetto, i modelli utilizzati e i controlli.

Ti è piaciuto questo riepilogo?

Ricevi ogni settimana le ultime ricerche sulla longevità direttamente nella tua casella email.

Inserisci la tua email per iscriverti: