Un nuovo farmaco oncologico selettivo per mTORC1 controlla la malattia nel 64% dei pazienti con scarsa iperglicemia
In uno studio di fase 1 su 57 pazienti, RMC-5552 ha bloccato mTORC1 risparmiando mTORC2. L'iperglicemia si è verificata solo nel 4% dei casi e un collutorio a base di tacrolimus ha ridotto la mucosite.
Riepilogo
I farmaci antitumorali più datati che bloccano mTOR sono limitati dagli effetti collaterali, in particolare iperglicemia e dolorose afte in bocca. RMC-5552 è un nuovo farmaco progettato per bloccare un solo complesso di mTOR (mTORC1) e risparmiare l'altro (mTORC2), cosa che aiuta a controllare la glicemia. In uno studio di prima somministrazione nell'uomo, 57 persone con tumori solidi avanzati hanno ricevuto infusioni endovenose settimanali. Le afte orali (49%), la nausea (44%) e l'affaticamento (42%) sono stati gli effetti collaterali correlati al farmaco più comuni. L'iperglicemia si è verificata solo nel 4% dei pazienti e non ha limitato la somministrazione del farmaco. Un collutorio a base di tacrolimus ha ridotto le afte orali dal 65% al 31% alle dosi intermedie. Nel complesso, il 64% dei pazienti ha ottenuto il controllo della malattia e una donna con tumore dell'endometrio ha avuto una risposta completa durata oltre sei mesi. Si tratta di evidenze preliminari, ma sostengono l'approccio di colpire selettivamente mTORC1.
Riepilogo Dettagliato
La via PI3K/mTOR controlla la crescita cellulare, la sopravvivenza e la sintesi proteica, ed è iperattiva in molti tumori. Alterazioni genomiche in questa via si osservano in circa il 38% dei tumori, e la perdita della proteina PTEN si riscontra in circa il 30% dei tumori solidi, anche se le mutazioni di PTEN sono presenti solo nel 6%-9%. I farmaci esistenti si sono rivelati insufficienti. I rapalogi come everolimus e temsirolimus inibiscono 4EBP1 in modo incompleto e causano mucosite. Gli inibitori pan-mTOR competitivi per l'ATP, come sapanisertib, bloccano mTORC2 e Akt, causando iperglicemia frequente, che ha raggiunto comunque il 33% anche con l'aggiunta di metformina.
RMC-5552 è il primo esempio clinico di inibitore di mTOR bi-sterico di terza generazione. Collega la rapamicina a un inibitore del sito ATP, in modo da agganciare sia il sito allosterico sia il sito attivo di mTORC1. Sopprime con potenza la fosforilazione sia di 4EBP1 sia della S6 chinasi ed è circa 40 volte più selettivo per mTORC1 rispetto a mTORC2 nei saggi su cellule. L'obiettivo è ottenere una forte attività antitumorale senza gli effetti di insulino-resistenza legati all'inibizione di mTORC2, insieme a un minore feedback dei recettori tirosin-chinasici.
Si è trattato di uno studio in aperto, multicentrico, di prima somministrazione nell'uomo con aumento progressivo della dose (NCT04774952), condotto su adulti con tumori solidi avanzati. Cinquantasette pazienti hanno ricevuto RMC-5552 come infusione endovenosa settimanale da 1,6 a 16 mg. I ricercatori hanno valutato sicurezza, tollerabilità, farmacocinetica e attività antitumorale preliminare. Hanno inoltre testato un collutorio a base di tacrolimus (TM) come profilassi della mucosite e monitorato il DNA tumorale circolante (ctDNA) per rilevare variazioni nelle varianti della via PI3K/mTOR.
Gli eventi avversi correlati al trattamento più comuni sono stati mucosite (49%), nausea (44%) e affaticamento (42%). L'iperglicemia correlata al trattamento si è verificata solo nel 4% dei pazienti e non ha limitato la dose. Ciò contrasta con gli alti tassi di iperglicemia riportati per gli inibitori pan-mTOR e supporta l'idea che risparmiare mTORC2 preservi la regolazione del glucosio a dosi clinicamente attive.
Il TM è stato testato perché il tacrolimus compete per il legame con FKBP12 e si prevedeva che bloccasse localmente nel cavo orale il meccanismo d'azione del farmaco. Tra 8 e 12 mg, la mucosite si è verificata nel 65% dei pazienti senza TM e nel 31% con TM. Ciò è coerente con un effetto legato al meccanismo. Il testo a mia disposizione non specifica come i pazienti siano stati assegnati al TM, quindi questo dato va considerato promettente ma preliminare.
Per quanto riguarda l'efficacia, il tasso di controllo della malattia è stato del 64%. Una paziente con carcinoma endometriale con alterazioni di PTEN e PIK3CA ha avuto una risposta completa, ancora in corso a oltre sei mesi alla data di chiusura dei dati di giugno 2024. Il ctDNA ha mostrato la scomparsa di alcune varianti selezionate della via PI3K/mTOR, anch'essa coerente con un'attività selettiva sul bersaglio. Valgono importanti cautele. Si tratta di uno studio di fase 1 a braccio singolo con una popolazione eterogenea e senza gruppo di controllo, e il tasso di controllo della malattia è una misura di efficacia modesta. Lo studio è stato sponsorizzato da Revolution Medicines e diversi autori sono dipendenti dell'azienda. I risultati giustificano ulteriori sperimentazioni, da soli o in combinazione, nei tumori guidati dalla via PI3K/mTOR, ma non dimostrano un beneficio sulla sopravvivenza.
Risultati Principali
- Phase 1 dose escalation enrolled 57 patients with advanced solid tumors, treated with weekly IV RMC-5552 at 1.6–16 mg
- Most common treatment-related adverse events were mucositis (49%), nausea (44%), and fatigue (42%)
- Treatment-related hyperglycemia occurred in only 4% of patients and was not dose limiting, versus 33% reported for sapanisertib plus metformin
- At 8–12 mg, mucositis was 65% without tacrolimus mouthwash versus 31% with it
- Disease control rate was 64% across the study population
- One patient with PTEN- and PIK3CA-altered endometrial cancer achieved a complete response, ongoing more than 6 months at the June 2024 data cut
- ctDNA showed clearance of selected PI3K/mTOR pathway variants, consistent with on-mechanism antitumor activity
Metodologia
Si è trattato di uno studio di fase 1 first-in-human, in aperto, multicentrico, con escalation della dose (NCT04774952), sulla monoterapia con RMC-5552 in 57 adulti con tumori solidi avanzati. I pazienti hanno ricevuto infusioni endovenose settimanali da 1,6 a 16 mg; gli endpoint primari erano sicurezza, tollerabilità e farmacocinetica, mentre la valutazione secondaria riguardava l'attività preliminare, inclusi il tasso di controllo della malattia e la dinamica del ctDNA. La profilassi con collutorio a base di tacrolimus è stata valutata per la mucosite, con risultati riportati in modo descrittivo per i diversi livelli di dose. Il testo a mia disposizione non includeva i metodi statistici dettagliati né l'analisi completa della tossicità dose-limitante.
Limitazioni dello Studio
Si tratta di uno studio di fase 1 precoce, a braccio singolo, condotto su una popolazione eterogenea di 57 pazienti e senza gruppo di controllo; pertanto i segnali di efficacia, come il tasso di controllo della malattia del 64% e un'unica risposta completa, sono preliminari. Il confronto relativo al collutorio è stato effettuato tra sottogruppi per intervallo di dose e va considerato generatore di ipotesi. Lo studio è stato sponsorizzato da Revolution Medicines e diversi autori sono dipendenti dell'azienda.
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