Sleep & RecoveryI tracker da polso superano i diari soggettivi nella previsione del rischio di mortalità legato alla durata del sonno
Il modo in cui si misura il sonno è molto importante. Uno studio su larga scala del UK Biobank ha seguito oltre 76.000 adulti per 8 anni, confrontando i dati di accelerometri da polso con la durata del sonno autodichiarata, per stabilire quale dei due metodi predicesse meglio la mortalità, le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, la demenza e la depressione. Il tempo di periodo di sonno misurato dal dispositivo — la finestra temporale dall'inizio del sonno al risveglio finale — ha mostrato le associazioni più forti con tutti gli esiti considerati. Sette ore di tempo di periodo di sonno erano associate a un rischio di mortalità inferiore del 30% rispetto a sole 5 ore, mentre 7 ore di sonno autodichiarate mostravano una riduzione di appena il 14%. Entrambi i metodi hanno confermato le classiche curve di rischio a J invertita o a U, e la fascia ottimale per il rischio più basso si collocava tra 7 e 8 ore indipendentemente dal metodo di misurazione. I risultati rafforzano la raccomandazione di dormire 7–9 ore e suggeriscono che i dispositivi indossabili possano offrire dati sul rischio per la salute più precisi rispetto alla semplice dichiarazione soggettiva della durata del sonno.