Un nuovo articolo di prospettiva pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition mette in discussione il modo in cui ricercatori e responsabili politici interpretano le prove derivanti da studi randomizzati controllati sugli alimenti ultra-processati. Dopo aver esaminato quattro trial che confrontavano diete a base di alimenti ultra-processati con diete a base di alimenti minimamente processati, l'autore individua un pattern ricorrente: gli studi non sono riusciti a isolare il grado di processazione degli alimenti come unica variabile, i risultati favorevoli osservati nelle condizioni con alimenti ultra-processati sono stati minimizzati e i difetti metodologici sono stati sottoriportati nei commenti secondari. L'articolo sostiene che le evidenze sperimentali attuali non giustificano affermazioni causali generalizzate sui danni degli alimenti ultra-processati. Vengono proposte quattro riforme concrete per migliorare i trial futuri, tra cui l'equiparazione dei nutrienti tra i bracci della dieta e le analisi per sottocategorie all'interno della classificazione NOVA Group 4. Il messaggio finale è che le politiche nutrizionali rischiano di essere costruite su basi più fragili di quanto comunemente riconosciuto.