Longevity & AgingLe mutazioni ematiche TET2 potenziano la terapia con inibitori dei checkpoint immunitari nei tumori solidi
L'emopoiesi clonale — mutazioni legate all'età che si accumulano nelle cellule staminali del sangue — interessa oltre il 20% dei pazienti con tumori solidi ed è stata a lungo considerata un fattore prognostico negativo. Questo studio ribalta quella narrazione, almeno per le mutazioni di TET2. Utilizzando modelli murini di chimerismo midollare e dati provenienti da oltre 60.000 pazienti oncologici umani, i ricercatori hanno scoperto che le cellule immunitarie con mutazione TET2 infiltrano i tumori e potenziano la risposta alla terapia con inibitori dei checkpoint immunitari. Il meccanismo: i macrofagi con mutazione TET2 diventano cellule presentanti l'antigene più efficaci, attivando in modo più potente le cellule T killer CD8+ tramite la segnalazione IFNγ. Sia nelle coorti di carcinoma polmonare non a piccole cellule sia in quelle di adenocarcinoma colorettale, l'emopoiesi clonale con mutazione TET2 è risultata correlata a migliori esiti con la terapia con inibitori dei checkpoint immunitari, suggerendo che questa mutazione potrebbe fungere da biomarcatore predittivo della risposta all'immunoterapia.