Longevity & AgingL'accumulo di tau altera le onde cerebrali del sonno profondo e indebolisce la memoria anni prima dei sintomi dell'Alzheimer
La perdita di memoria legata all'invecchiamento potrebbe iniziare dal modo in cui il cervello si comporta durante il sonno profondo. I ricercatori della UC Berkeley, guidati da Omer Sharon nel gruppo di Matthew Walker, hanno scoperto che la proteina tau, associata alla malattia di Alzheimer, altera le onde elettriche lente che attraversano il cervello durante il sonno non-REM. Normalmente queste onde hanno origine nella corteccia frontale e si propagano in una sequenza coordinata, contribuendo a fissare i ricordi della giornata. Con l'accumulo di tau nella corteccia frontale, le onde diventano disperse e percorrono distanze più brevi. Questa alterazione è associata a prestazioni di memoria peggiori. Secondo gli autori, si tratta della prima dimostrazione che la tau indebolisce il consolidamento della memoria attenuando queste onde lente che si propagano nel cervello. Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, suggerisce che lievi alterazioni del sonno possano contribuire al declino della memoria legato all'età molto prima della comparsa dei sintomi dell'Alzheimer. Indica inoltre che i pattern delle onde del sonno profondo potrebbero rappresentare un possibile marcatore precoce della salute del cervello e un futuro bersaglio di intervento.