Dopo un trauma cranico (TBI), il midollo osseo all'interno del cranio intensifica la produzione di cellule immunitarie infiammatorie che migrano nel cervello e sostengono un danno cronico — un processo che peggiora drasticamente con l'età. I ricercatori hanno ricondotto questo fenomeno a una carenza di PPARα, una proteina che rileva i lipidi, la quale negli adulti più anziani porta queste cellule immunitarie ad assumere uno stato iper-infiammatorio guidato da modificazioni epigenetiche. Quando PPARα è stato riattivato con il fenofibrato — un farmaco ampiamente disponibile per il colesterolo — le cellule infiammatorie si sono calmate e l'infiltrazione cerebrale è diminuita. In un piccolo trial randomizzato su 40 adulti anziani con TBI cronico, il fenofibrato ha ridotto la catena leggera dei neurofilamenti (un marcatore ematico del danno cerebrale) e migliorato i punteggi ai test cognitivi. I risultati identificano il midollo osseo cranico come un fattore chiave nel peggioramento legato all'età della neurodegenerazione dopo un TBI e suggeriscono che un farmaco riproponibile potrebbe essere d'aiuto.