Longevity & AgingI senolitici e i farmaci per la costruzione ossea potrebbero agire in sinergia per invertire la perdita ossea legata all'età
Il trattamento dell'osteoporosi si è evoluto dal semplice rallentamento della perdita ossea alla ricostruzione attiva dell'osso mediante farmaci anabolici. Tuttavia, permangono lacune critiche: le risposte variano notevolmente tra gli anziani, i benefici svaniscono nel tempo e l'ambiente osseo invecchiato riduce l'efficacia dei trattamenti. Questa revisione dell'Università dell'Arizona esplora la senescenza cellulare come anello mancante. Le cellule senescenti si accumulano nell'osso che invecchia, alimentando l'infiammazione, sopprimendo gli osteoblasti deputati alla formazione ossea, potenziando gli osteoclasti responsabili del riassorbimento osseo e favorendo l'accumulo di grasso nel midollo. I dati preclinici dimostrano che l'eliminazione di queste cellule può prevenire o invertire la perdita ossea legata all'età. Le prime sperimentazioni sull'uomo con senolitici suggeriscono che il beneficio dipende dal numero di cellule senescenti presenti nel paziente al momento della valutazione iniziale. Gli autori propongono di combinare le terapie anaboliche consolidate con agenti senolitici o modulatori della senescenza, guidati da biomarcatori del carico di cellule senescenti, al fine di preservare la robustezza dello scheletro fino in tarda età.