Longevity & AgingI modelli respiratori post-ictali determinano le variazioni della variabilità della frequenza cardiaca dopo le crisi epilettiche
Uno studio retrospettivo condotto su 26 pazienti epilettici monitorati in un'unità specializzata ha rilevato che la gravità e la durata della depressione respiratoria post-ictale — misurate tramite la durata della desaturazione di ossigeno e dell'ipercapnia — predicono fortemente la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) dopo crisi convulsive generalizzate. Contrariamente all'ipotesi iniziale, la chemosensibilità interictale alla CO2 (HCVR) non ha predetto l'attività parasimpatica post-ictale. Al contrario, una desaturazione di ossigeno prolungata ha predetto in modo indipendente valori più elevati di RMSSD post-ictale, un marcatore del tono parasimpatico, anche in presenza di una diffusa tachicardia post-ictale. Questi risultati suggeriscono che le alterazioni respiratorie modulino direttamente l'output del sistema nervoso autonomo dopo le crisi epilettiche, con implicazioni rilevanti per la comprensione della morte improvvisa inaspettata nell'epilessia (SUDEP).