I ricercatori hanno alimentato topi con una dieta ricca di grassi per modellare l'osteoartrite correlata all'obesità, identificando poi tre meccanismi paralleli che causano il danno articolare: (1) il danno al DNA nei condrociti attiva un circuito di segnalazione p53-FOXO3 che accelera la degradazione della cartilagine; (2) gli osteoclasti dell'osso subcondrale vanno incontro a ferroptosi — una morte cellulare ferro-dipendente — innescata dai segnali infiammatori provenienti dagli adipociti senescenti; (3) le cellule staminali mesenchimali del midollo osseo si orientano verso la produzione di cellule adipose, il cui fenotipo secretorio associato alla senescenza (SASP) alimenta a sua volta la ferroptosi degli osteoclasti. La somministrazione diretta nelle articolazioni dei topi di un lentivirus che esprime FOXO3 ha ridotto la degenerazione cartilaginea e il rimodellamento osseo anomalo. Campioni articolari umani provenienti da pazienti sottoposti ad artroprotesi hanno validato i risultati ottenuti nei topi, suggerendo che questi percorsi operino anche nell'OA correlata all'obesità in ambito clinico.