Una revisione dei nuovi farmaci chemioterapici approvati nel corso di oltre un decennio rileva che il beneficio medio sulla sopravvivenza globale è di soli 2,1 mesi. Nonostante vengano definiti "rivoluzionari", la maggior parte dei farmaci oncologici offre benefici modesti o clinicamente non significativi — eppure molti rimangono in commercio anche quando gli studi post-approvazione non mostrano alcun vantaggio rispetto al placebo. A rendere la situazione ancora più preoccupante, sondaggi rivelano che circa tre quarti delle pazienti e dei pazienti con cancro al polmone o colorettale metastatico credevano erroneamente che la chemioterapia potesse guarirli. Questo divario tra le aspettative dei pazienti e la realtà compromette il consenso informato, impedendo loro di valutare i rischi e i benefici reali e di compiere scelte in linea con i propri valori personali e la qualità della vita.