Uno studio pionieristico finlandese ha seguito 1.353 persone dall'infanzia fino all'età di 48 anni, misurando l'attività fisica ogni 3–9 anni e valutando le funzioni cognitive in due occasioni nella mezza età. Le persone che avevano accumulato una maggiore attività fisica nel corso dell'intera vita hanno mostrato un declino significativamente inferiore nella velocità di elaborazione delle informazioni — equivalente a un vantaggio cognitivo di 3 anni. Tra gli uomini, l'attività svolta nell'arco della vita ha preservato anche la memoria di lavoro, offrendo un vantaggio di circa 2,7 anni. È importante sottolineare che l'attività fisica nella sola giovinezza non ha protetto le funzioni cognitive in modo indipendente; ciò che ha contato di più è stata l'attività sostenuta nel corso dell'età adulta. I risultati suggeriscono che mantenersi attivi per l'intero arco della vita — e non solo durante l'infanzia — è fondamentale per preservare funzioni cognitive esecutive più acute con l'avanzare dell'età.