Longevity & AgingUn batterio intestinale peggiora i danni dell'infarto distruggendo un ormone protettivo
Ripristinare il flusso sanguigno dopo un infarto può di per sé danneggiare il tessuto cardiaco, un problema noto come danno da ischemia/riperfusione (I/R). Questo studio sul topo indica l'intestino come possibile fattore che contribuisce al danno. L'I/R ha ridotto l'ossigeno e aumentato il lattato nell'intestino, favorendo la crescita di Bacteroides acidifaciens. Questo microrganismo produce una propria dipeptidil peptidasi 4 (BaDPP4), un enzima che degrada peptidi protettivi presenti nel plasma, tra cui il GLP-1, aggravando così il danno cardiaco. Il trapianto di microbiota fecale ha trasferito l'effetto dannoso. La daurisolina, un composto che inibisce la DPP4 microbica, ha ridotto la disfunzione cardiaca nei topi. Nei pazienti con infarto miocardico acuto, l'abbondanza di B. acidifaciens e i livelli di BaDPP4 erano associati ai marcatori di danno cardiaco. I risultati delineano un asse intestino-cuore e suggeriscono una possibile strategia cardioprotettiva mirata al microbiota, anche se si tratta ancora di ricerca preclinica e i dati sui pazienti sono di tipo correlazionale.