Brain HealthIl Rilevamento dei Biomarcatori Ematici Raddoppia la Certezza Diagnostica dell'Alzheimer in uno Studio Randomizzato
Uno studio randomizzato condotto presso una clinica della memoria in Spagna ha valutato se rivelare precocemente i biomarcatori ematici dell'Alzheimer — in particolare la tau fosforilata 217 plasmatica (p-tau217) e la catena leggera dei neurofilamenti (NfL) — nel corso del processo diagnostico migliori i risultati clinici. Tra 220 pazienti con declino cognitivo soggettivo, deterioramento cognitivo lieve o demenza lieve, coloro che hanno ricevuto i risultati a 3 mesi erano significativamente più propensi a ottenere una diagnosi eziologica ad alta confidenza rispetto a chi ha dovuto attendere fino a 9 mesi (50% vs. 4,6%). La divulgazione precoce ha inoltre portato un maggior numero di pazienti a iniziare prima il trattamento per l'Alzheimer, ha ridotto il ricorso a test neuropsicologici di follow-up non necessari e ha favorito un più appropriato re-indirizzamento verso le cure primarie. Un dato cruciale: ricevere i risultati in anticipo non ha aumentato i livelli di ansia, depressione o stress percepito. I risultati sostengono con forza l'integrazione dei biomarcatori ematici nelle valutazioni di routine delle cliniche della memoria.