Brain HealthI farmaci anti-amiloide per l'Alzheimer mostrano benefici cognitivi irrisori a fronte di un reale rischio di emorragie cerebrali
Una rigorosa revisione sistematica Cochrane ha aggregato i dati di 17 studi clinici randomizzati controllati, coinvolgendo oltre 20.000 pazienti, per valutare se gli anticorpi monoclonali diretti contro l'amiloide beta — tra cui lecanemab, donanemab, aducanumab e altri — rallentino in modo significativo la progressione dell'Alzheimer. A 18 mesi, i miglioramenti cognitivi erano statisticamente trascurabili (SMD −0,11), le variazioni nella gravità della demenza erano minime (SMD −0,12) e i guadagni funzionali erano, nella migliore delle ipotesi, modesti. Tuttavia, il gonfiore cerebrale (ARIA-E) si è verificato in 107 pazienti in più ogni 1.000 trattati rispetto al placebo. Gli eventi avversi gravi e la mortalità non sono risultati aumentati. Gli autori concludono che la sola clearance dell'amiloide non si traduce in un beneficio clinicamente significativo per i pazienti, auspicando ricerche su meccanismi alternativi di modifica della malattia.