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Gli inibitori di SGLT2 aumentano la presenza di lieviti nelle urine senza far crescere i ricoveri per infezioni delle vie urinarie

Un ampio studio israeliano associa gli inibitori di SGLT2 a un maggior numero di urinocolture positive per lieviti, ma non a un aumento dei ricoveri per infezioni delle vie urinarie.

mercoledì 28 ottobre 2026 1 visualizzazione
Pubblicato in Clin Microbiol Infect
A labeled urine specimen cup beside a culture plate and laboratory gloves on a clinical laboratory bench

Riepilogo

Gli inibitori di SGLT2 aiutano a trattare il diabete, l'insufficienza cardiaca e la malattia renale, ma i loro effetti sulle infezioni urinarie restano motivo di preoccupazione. I ricercatori hanno confrontato adulti israeliani che iniziavano questi farmaci con adulti che iniziavano gli agonisti del recettore del GLP-1. Le urinocolture positive per lieviti sono risultate più frequenti con gli inibitori di SGLT2: circa tre volte più frequenti negli adulti con diabete e quasi otto volte più frequenti in quelli senza diabete, anche se quest'ultima stima era imprecisa. Anche alcuni batteri sono stati rilevati più spesso, ma il principale gruppo batterico responsabile delle infezioni urinarie non ha mostrato un aumento della frequenza. I ricoveri per infezioni urinarie sono rimasti poco comuni e non sono aumentati. Questi risultati supportano la prosecuzione del trattamento quando indicato, evidenziando al tempo stesso la presenza di lieviti nelle urine come questione di sicurezza che richiede ulteriori studi. Le colture positive non indicano necessariamente un'infezione sintomatica. Questo studio osservazionale non può stabilire un nesso di causalità e questo riassunto si basa esclusivamente sull'abstract.

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Riepilogo Dettagliato

Gli inibitori di SGLT2 aiutano a gestire il diabete e sono utilizzati anche per l'insufficienza cardiaca e le malattie renali. Poiché questi farmaci aumentano la quantità di zucchero nelle urine, i ricercatori hanno valutato se modifichino l'andamento delle infezioni urinarie. I risultati suggeriscono un aumento specifico nel rilevamento di lieviti, piuttosto che un aumento generalizzato di batteri o di ricoveri per infezioni urinarie.

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche israeliane dal 2015 al 2024, confrontando adulti che iniziavano un inibitore di SGLT2 con adulti che iniziavano un agonista del recettore del GLP-1. L'analisi ha incluso 153.660 nuovi utilizzatori di inibitori di SGLT2 e 172.262 nuovi utilizzatori del farmaco di confronto. Hanno usato un appaiamento statistico per migliorare la comparabilità dei gruppi e hanno esaminato i partecipanti con e senza diabete, tenendo conto separatamente delle infezioni urinarie documentate nei due anni precedenti.

Tra gli adulti con diabete, gli inibitori di SGLT2 sono stati associati a un tasso di urinocolture positive per lieviti 3,31 volte superiore rispetto ai farmaci GLP-1. Tra gli adulti senza diabete, il tasso stimato era 7,76 volte più alto, sebbene l'incertezza fosse considerevole. Anche le colture contenenti batteri Gram-positivi sono state più frequenti. I batteri Gram-negativi, una causa importante di infezioni urinarie, sono risultati meno frequenti negli adulti con diabete e non hanno mostrato un chiaro aumento in quelli senza diabete.

Le colture complessivamente positive sono state meno frequenti tra i partecipanti con diabete, ma questa differenza è scomparsa in quelli senza una recente infezione urinaria. Le colture positive sono state moderatamente più frequenti tra i partecipanti senza diabete. I ricoveri per infezioni urinarie sono rimasti rari, con un tasso relativo inferiore negli adulti con diabete e nessuna differenza evidente in quelli senza diabete. Questi risultati sostengono la prosecuzione dell'uso quando indicato.

Tuttavia, la presenza di lieviti nelle urine non significa necessariamente un'infezione sintomatica che richieda un trattamento. I pazienti dovrebbero parlare dei sintomi urinari con il proprio medico, anziché interrompere autonomamente il farmaco prescritto. Questo studio osservazionale non può stabilire un nesso di causalità, e differenze nella prescrizione o nell'esecuzione degli esami delle urine potrebbero influenzare i risultati. I tassi assoluti di eventi non erano riportati nell'abstract. Questo riassunto si basa solo sull'abstract, non sulla revisione del testo completo.

Risultati Principali

  • Yeast-positive urine culture rates were 3.31 times higher with SGLT2 inhibitors in adults with diabetes versus GLP-1 receptor agonists.
  • Without diabetes, yeast-positive culture rates were 7.76 times higher, but the confidence interval was wide: 2.34–47.99.
  • Gram-positive bacterial culture rates increased modestly; Gram-negative bacterial culture rates did not increase in either diabetes group.
  • UTI hospitalization rates were lower with diabetes and showed no clear difference without diabetes; hospitalizations remained uncommon.
  • A positive urine culture does not necessarily indicate symptomatic infection; discuss symptoms with a clinician rather than independently stopping medication.

Metodologia

Alcuni ricercatori hanno condotto studi di coorte paralleli, con appaiamento per propensity score, con comparatore attivo e disegno "new-user", utilizzando le cartelle cliniche di Clalit Health Services in Israele dal 2015 al 2024. Hanno confrontato i pazienti che avevano iniziato una terapia con inibitori di SGLT2 e quelli che avevano iniziato una terapia con agonisti del recettore del GLP-1, utilizzando la regressione di Poisson, con analisi separate in base allo stato di diabete e alla presenza documentata di infezioni delle vie urinarie (UTI) nei due anni precedenti.

Limitazioni dello Studio

Questo riassunto si basa unicamente sull'abstract, non su una revisione del testo completo. Il disegno osservazionale non permette di stabilire un nesso di causalità, e la presenza di confondenti residui o di differenze nell'esecuzione degli esami delle urine potrebbe influenzare le associazioni. Non sono stati forniti i tassi assoluti di eventi né informazioni dettagliate sui sintomi, e le stime relative alle colture positive per lieviti e ai ricoveri ospedalieri negli adulti senza diabete erano imprecise.

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