Heart HealthArticolo di ricercaAccesso aperto

L'uso regolare della sauna riduce il rischio di morte cardiaca improvvisa fino al 63%

Una revisione narrativa del 2025 sintetizza oltre 20 anni di evidenze che collegano l'uso frequente della sauna a una drastica riduzione della mortalità cardiovascolare e a un miglioramento della funzione cardiaca.

giovedì 6 agosto 2026 1 visualizzazione
Pubblicato in Cureus
A wooden Finnish sauna interior with hot stones on a traditional kiuas heater, steam rising, low-lit cedar benches, thermometer on the wall reading high temperature

Riepilogo

Una narrative review del 2025 pubblicata su Cureus esamina in che modo l'uso regolare della sauna — sia finlandese che a infrarossi lontani — possa proteggere dalla cardiopatia ischemica. Attingendo ai dati di riferimento di una coorte finlandese, a studi sperimentali a breve termine e a RCT, gli autori riscontrano che l'utilizzo della sauna da quattro a sette volte alla settimana è associato a una riduzione del 63% della morte cardiaca improvvisa e a una riduzione del 50% degli eventi cardiovascolari fatali rispetto all'uso una volta alla settimana. I meccanismi fisiologici includono vasodilatazione, riduzione della rigidità arteriosa, abbassamento della pressione sanguigna, effetti antinfiammatori e riequilibrio del sistema nervoso autonomo. La sauna a infrarossi lontani mostra particolare potenziale per i pazienti con insufficienza cardiaca che non sono in grado di praticare esercizio fisico. La review evidenzia la terapia con sauna come un valido intervento adiuvante, in particolare per i pazienti con limitazioni della mobilità, auspicando al contempo la definizione di protocolli standardizzati e l'avvio di trial randomizzati di maggiori dimensioni.

Riepilogo Dettagliato

La cardiopatia ischemica (IHD) rimane una delle principali cause di morte a livello globale, determinata dal restringimento aterosclerotico delle arterie coronarie e dalla conseguente riduzione dell'apporto di ossigeno al miocardio. Nonostante i progressi in farmacologia e cardiologia interventistica, le strategie complementari basate sullo stile di vita sono sempre più ricercate per ridurre il rischio cardiovascolare residuo. Questa revisione narrativa del 2025, pubblicata su Cureus, sintetizza le evidenze cliniche e meccanicistiche provenienti da PubMed e Google Scholar (dall'inizio fino a giugno 2025) sull'uso della sauna come potenziale strumento terapeutico nella gestione della IHD — coprendo le saune tradizionali finlandesi, le saune a infrarossi lontani (FIRS) e la terapia Waon.

Le evidenze più convincenti derivano dal Kuopio Ischemic Heart Disease Risk Factor Study (KIHD), una coorte osservazionale di 20,7 anni su 2.315 uomini finlandesi di mezza età. Rispetto agli uomini che facevano la sauna una volta alla settimana, quelli che la frequentavano due o tre volte alla settimana presentavano un rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD) inferiore del 22%, mentre coloro che la usavano da quattro a sette volte alla settimana registravano una riduzione del 63% della SCD e del 50% della mortalità per malattie cardiovascolari — effetti che persistevano dopo aggiustamento per i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare. Anche la durata delle sessioni aveva un'importanza indipendente: le sessioni superiori a 19 minuti erano associate a circa la metà del rischio di SCD rispetto alle sessioni inferiori a 11 minuti. Un'analisi di coorte del 2018 ha inoltre riportato che gli utilizzatori frequenti della sauna (da quattro a sette sessioni alla settimana) presentavano livelli significativamente più bassi di proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) e conta leucocitaria rispetto agli utilizzatori infrequenti, suggerendo effetti antinfiammatori sistemici.

Sono stati documentati anche benefici emodinamici acuti. Uno studio sperimentale del 2017 ha rilevato che una singola sessione di sauna finlandese di 30 minuti riduceva la pressione arteriosa sistolica da 137 a 130 mmHg e quella diastolica da 82 a 75 mmHg. La velocità dell'onda di polso carotideo-femorale (cf-PWV), un marcatore validato della rigidità arteriosa, è diminuita da 9,8 a 8,6 m/s immediatamente dopo la sauna — riduzioni di entità paragonabile a quelle ottenute con un esercizio aerobico moderato. Uno studio del 2019 di Kunutsor et al. ha inoltre riportato che gli utilizzatori frequenti della sauna presentavano livelli significativamente più bassi di colesterolo totale e LDL, indipendentemente dalle altre variabili legate allo stile di vita.

La terapia con sauna a infrarossi lontani, che eroga radiazioni infrarosse a temperature ambientali più basse, ha mostrato particolare promessa nell'insufficienza cardiaca cronica (CHF). Gli studi di Kihara et al. (2002) e Miyamoto et al. (2005) hanno riportato miglioramenti nella frazione di eiezione, nella distanza percorsa a piedi, nella funzione endoteliale e nei sintomi clinici tra cui dispnea e affaticamento, insieme a riduzioni dei livelli di BNP e delle catecolamine circolanti. Questi risultati suggeriscono che la FIRS possa migliorare la capacità funzionale e la qualità della vita nei pazienti che non tollerano l'esercizio fisico convenzionale, ampliando l'applicabilità della terapia termale nella riabilitazione cardiaca.

Non tutte le evidenze sono uniformemente positive. Un RCT della durata di otto settimane del 2023 (n = 41 pazienti con coronaropatia stabile, quattro sessioni di sauna finlandese alla settimana, 20–30 minuti per sessione) non ha evidenziato miglioramenti significativi nella dilatazione flusso-mediata, nella funzione microvascolare, nella rigidità arteriosa centrale o nella pressione arteriosa, nonostante vi fossero evidenze di acclimatazione al calore. Gli autori suggeriscono che i benefici della sauna possano accumularsi nel corso di periodi più lunghi o manifestarsi attraverso vie indirette — riduzione dello stress, miglioramento del sonno, riequilibrio autonomico — non rilevabili dai marcatori vascolari standard in brevi finestre di sperimentazione. Non si può inoltre escludere completamente un confondimento dovuto a stili di vita più sani negli utilizzatori frequenti della sauna negli studi osservazionali. La revisione conclude che, sebbene la sauna sembri sicura e benefica, soprattutto per i pazienti che non riescono a fare esercizio fisico regolarmente, sono necessari protocolli standardizzati e trial randomizzati più ampi e di maggiore durata per stabilire in modo definitivo il suo ruolo nella prevenzione e nella riabilitazione cardiovascolare.

Risultati Principali

  • Sauna use 4–7 times/week associated with 63% lower risk of sudden cardiac death vs once-weekly use (KIHD cohort, n=2,315, 20.7-year follow-up)
  • Sauna use 4–7 times/week associated with 50% reduction in fatal cardiovascular disease events
  • Sessions >19 minutes associated with ~50% lower SCD risk compared to sessions <11 minutes
  • Single 30-minute Finnish sauna session acutely reduced systolic BP from 137 to 130 mmHg and diastolic BP from 82 to 75 mmHg
  • Arterial stiffness (cf-PWV) declined from 9.8 to 8.6 m/s immediately post-sauna session in healthy subjects
  • Frequent sauna users (4–7x/week) had significantly lower hsCRP and leukocyte counts compared to infrequent users
  • Far-infrared sauna in CHF patients improved ejection fraction, walking distance, and reduced BNP levels and catecholamines in multiple clinical studies

Metodologia

Si tratta di una revisione narrativa, non di una revisione sistematica o meta-analisi; la letteratura è stata ricercata su PubMed e Google Scholar dall'inizio fino a giugno 2025 utilizzando parole chiave tra cui "sauna bathing", "steam bath" e "ischemic heart disease", ottenendo 57 risultati complessivi. Gli studi inclusi comprendono coorti osservazionali, studi sperimentali, trial clinici e RCT limitati a soggetti umani e pubblicazioni in lingua inglese; studi su animali e ricerche non focalizzate sull'apparato cardiovascolare sono stati esclusi. La revisione sintetizza i risultati in modo qualitativo, senza analisi statistica aggregata, basandosi ampiamente sulla coorte KIHD e su studi clinici più piccoli sulla sauna a infrarossi lontani nello scompenso cardiaco. Non è stato riportato alcun protocollo formale di valutazione del rischio di bias né un protocollo PRISMA.

Limitazioni dello Studio

La revisione si basa principalmente su dati osservazionali di coorte provenienti da uomini finlandesi, il che limita la generalizzabilità alle donne e ad altre popolazioni etniche; non è possibile escludere completamente il confondimento dovuto a stili di vita più sani tra gli utenti frequenti di sauna. L'unico RCT condotto su pazienti con CAD stabile (n=41, 8 settimane) non ha evidenziato miglioramenti vascolari significativi, mettendo in luce la tensione tra i risultati epidemiologici a lungo termine e gli esiti degli studi a breve termine. Non sono stati dichiarati conflitti di interesse, ma la metodologia narrativa adottata manca del rigore proprio di una revisione sistematica con valutazione formale del bias, e non è possibile escludere un bias di pubblicazione a favore dei risultati positivi.

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