Longevity & AgingArticolo di ricercaAccesso aperto

La Niclosamide Prolunga gli Anni di Vita in Salute e Combatte la Fragilità Frenando l'Iperattivazione di mTORC1

Un farmaco antiparassitario prolunga l'aspettativa di vita nei vermi e contrasta la perdita muscolare legata all'età nei topi, sopprimendo mTORC1 e ripristinando l'autofagia.

lunedì 14 settembre 2026 2 visualizzazioni
Pubblicato in J Adv Res
Microscopic view of healthy skeletal muscle fibers glowing with mitochondrial activity, surrounded by fading atrophied fibers in dim light.

Riepilogo

Il Niclosamide (NIC), un farmaco antiparassitario in uso da decenni e incluso nell'elenco dei medicinali essenziali dell'OMS, si è dimostrato capace di estendere l'aspettativa di vita e migliorare la fragilità correlata all'età sia in *C. elegans* che in topi anziani. I ricercatori hanno scoperto che il NIC sopprime la segnalazione iperattivata di mTORC1 — un fattore chiave dell'invecchiamento cellulare — ripristinando al contempo il flusso autofagico, che normalmente diminuisce con l'età. Nei topi anziani, il trattamento con NIC ha migliorato la forza della presa, la resistenza al tapis roulant e la memoria spaziale, riducendo i marcatori di sarcopenia e migliorando la funzione mitocondriale nel muscolo scheletrico. Il sequenziamento dell'mRNA ha inoltre rivelato ampi miglioramenti nell'espressione genica legata al metabolismo, suggerendo che il NIC possa essere un candidato terapeutico riutilizzabile per la prevenzione della fragilità.

Riepilogo Dettagliato

La fragilità, il declino progressivo della riserva fisiologica che rende gli individui anziani vulnerabili a malattie e disabilità, rimane una delle conseguenze più impegnative dell'invecchiamento. Un meccanismo centrale alla base della fragilità è la disregolazione età-correlata della proteostasi—in particolare l'iperattivazione di mTORC1, che sopprime l'autofagia e promuove la degradazione delle proteine muscolari attraverso il sistema ubiquitina-proteasoma. Questo studio ha indagato se il niclosamide (NIC), un antielminthico approvato dalla FDA già noto per modulare mTOR e promuovere l'autofagia in contesti oncologici e di malattia metabolica, potesse contrastare in modo significativo la biologia dell'invecchiamento.

I ricercatori hanno inizialmente sottoposto a screening 97 composti correlati all'autofagia nel ceppo di <i>C. elegans</i> TJ1060, utilizzando come parametro di riferimento il declino età-correlato nella performance natatoria. Il NIC è emerso come il principale candidato. Successivi esperimenti sull'aspettativa di vita nei vermi wild-type N2 hanno confermato che il NIC a 25–100 µM ha esteso sia la durata mediana sia quella massima della vita in maniera dose-dipendente. Tutti i parametri degli anni di vita in salute—frequenza di pompaggio faringeo, frequenza di piegatura del corpo, classe locomotoria, integrità della rete mitocondriale, tasso di consumo di ossigeno, livelli di specie reattive dell'ossigeno e accumulo di lipofuscina—sono migliorati significativamente con il trattamento NIC, indicando che la vita più lunga era accompagnata da migliori condizioni fisiche, e non semplicemente da una maggiore sopravvivenza.

Nei topi anziani (maschi C57BL/6N, 12 mesi all'arruolamento, trattati per 9 mesi fino a 21 mesi di età), il NIC somministrato allo 0,025% o 0,05% nella dieta AIN-93M ha prodotto miglioramenti dose-dipendenti attraverso un indice di fragilità complessivo a 31 variabili. La forza di presa, la distanza percorsa sul tapis roulant e l'alternanza spaziale nel labirinto a Y sono tutti migliorati rispetto ai controlli anziani non trattati. L'analisi istologica e al microscopio elettronico del muscolo scheletrico ha evidenziato un'area della sezione trasversale delle miofibre preservata, una ridotta compromissione ultrastrutturale mitocondriale e un aumentato contenuto di ATP negli animali trattati con NIC. I saggi di flusso elettronico specifici per complesso mitocondriale hanno mostrato che il NIC ha potenziato l'attività dei Complessi I, II e IV nei mitocondri isolati dal gastrocnemio.

A livello molecolare, il NIC ha soppresso l'iperattivazione età-correlata di mTORC1 (evidenziata dalla riduzione di p-S6K1 e p-4EBP1), che a sua volta ha ridotto l'espressione delle E3 ubiquitina ligasi MuRF1 e MAFbx/Atrogin-1, promotrici dell'atrofia muscolare, e ha diminuito l'attività del proteasoma. Simultaneamente, il NIC ha potenziato il flusso autofagico, dimostrato dall'accumulo di LC3-II e dalla riduzione di p62/SQSTM1 in seguito alla somministrazione di leupeptina in vivo. L'analisi mRNA-seq del muscolo scheletrico ha identificato un arricchimento significativo di set genici correlati alla fosforilazione ossidativa, al metabolismo degli acidi grassi e alla biogenesi mitocondriale, mentre i pathway infiammatori e quelli correlati all'atrofia risultavano downregolati.

Lo studio si distingue per il suo percorso traslazionale—che muove dallo screening di un composto nei vermi fino a modelli mammiferi anziani—e per aver dimostrato che un farmaco ben caratterizzato e disponibile in ambito clinico può colpire una via centrale dell'invecchiamento. I limiti includono l'assenza di dati sull'aspettativa di vita nei topi, l'utilizzo di un solo sesso (maschi) e la mancanza di esperimenti di salvataggio genetico meccanicistico nei mammiferi che confermino mTORC1 come bersaglio primario in vivo. Ciononostante, il consolidato profilo di sicurezza nell'uomo, la biodisponibilità orale e la capacità di agire su molteplici pathway fanno del NIC un candidato promettente per sperimentazioni cliniche formali sull'invecchiamento o sulla fragilità.

Risultati Principali

  • NIC extended C. elegans lifespan and improved all measured healthspan metrics including motility, mitochondrial integrity, and ROS levels.
  • Aged mice on NIC diet showed reduced frailty index scores and improved grip strength, treadmill endurance, and spatial memory.
  • NIC suppressed mTORC1 hyperactivation, reducing MuRF1 and Atrogin-1 muscle atrophy ubiquitin ligases and proteasome activity.
  • NIC restored autophagic flux in vivo in skeletal muscle of aging mice, confirmed by LC3-II accumulation and p62 reduction.
  • mRNA-seq revealed NIC upregulated oxidative phosphorylation and fatty acid metabolism gene programs in aged skeletal muscle.

Metodologia

Gli esperimenti sull'aspettativa di vita e sugli anni di vita in salute sono stati condotti su più ceppi di *C. elegans*; gli studi sull'invecchiamento nei topi hanno utilizzato maschi C57BL/6N trattati dai 12 ai 21 mesi con NIC nella dieta (0,025% o 0,05%). Gli esiti comprendevano endpoint comportamentali, istologici, proteomici, di funzione mitocondriale e di mRNA-seq.

Limitazioni dello Studio

Lo studio sui topi ha utilizzato esclusivamente animali maschi e non ha misurato l'aspettativa di vita, limitando le conclusioni riguardo all'estensione della longevità nei mammiferi. La conferma meccanicistica che mTORC1 sia il principale bersaglio in vivo di NIC nel tessuto invecchiato non è stata dimostrata tramite recupero genetico. Gli effetti sistemici dell'esposizione prolungata a NIC, inclusa la perturbazione del microbiota intestinale, non sono stati valutati.

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