Gut & MicrobiomeArticolo di ricercaA pagamento

I batteri intestinali potrebbero bloccare l'immunoterapia contro il cancro sopprimendo le cellule immunitarie

Nuove ricerche rivelano come specifici batteri intestinali producano composti che interferiscono con l'efficacia dei trattamenti oncologici.

sabato 28 marzo 2026 0 visualizzazioni
Pubblicato in Cell host & microbe
Scientific visualization: Gut Bacteria May Block Cancer Immunotherapy by Suppressing Immune Cells

Riepilogo

Gli scienziati hanno scoperto che uno specifico batterio intestinale, *Ligilactobacillus salivarius*, può compromettere l'immunoterapia oncologica producendo un composto chiamato acido indolo-3-lattico (ILA). Nei pazienti affetti da cancro esofageo sottoposti a trattamento anti-PD-1, coloro che presentavano livelli più elevati di questo batterio avevano maggiori probabilità di non rispondere alla terapia. Il composto batterico sopprime le cellule immunitarie chiave che combattono i tumori, generando di fatto una resistenza al trattamento. Questa scoperta suggerisce che la composizione del microbiota intestinale potrebbe predire il successo terapeutico e che agire contro i batteri nocivi potrebbe migliorare i risultati delle terapie oncologiche.

Riepilogo Dettagliato

Questa ricerca rivoluzionaria rivela come i batteri intestinali possano sabotare il trattamento del cancro, offrendo nuove prospettive sul perché l'immunoterapia funzioni per alcuni pazienti ma non per altri. La scoperta potrebbe trasformare l'approccio dei medici alla cura del cancro e migliorare i tassi di successo dei trattamenti.

I ricercatori hanno studiato 122 pazienti affetti da carcinoma squamocellulare dell'esofago in trattamento con immunoterapia anti-PD-1. Hanno analizzato campioni fecali e utilizzato modelli murini avanzati con microbiomi umanizzati, oltre al sequenziamento dell'RNA a singola cellula per comprendere il comportamento delle cellule immunitarie.

Il risultato principale è stato che i pazienti che non rispondevano al trattamento presentavano livelli più elevati del batterio Ligilactobacillus salivarius. Questo batterio produce acido indolo-3-lattico (ILA), che sopprime le cellule immunitarie deputate alla lotta contro i tumori, denominate cellule NKG7⁺CD8⁺ Tpex. Il composto agisce prendendo di mira i recettori cellulari e alterando le vie di segnalazione immunitaria.

Quando i ricercatori hanno utilizzato batteri ingegnerizzati per non produrre ILA, la resistenza immunitaria è scomparsa. Hanno inoltre scoperto che l'attivazione di specifiche vie cellulari potrebbe ripristinare la funzione immunitaria e invertire la resistenza al trattamento.

Per la longevità e l'ottimizzazione della salute, questa ricerca suggerisce che la composizione del microbiota intestinale influisce in modo significativo sugli esiti del trattamento oncologico. Apre possibilità concrete per il test del microbiota prima del trattamento, interventi mirati con probiotici o terapie combinate che agiscano sia sui tumori che sui batteri intestinali.

Tuttavia, questo studio si è concentrato specificamente su pazienti con cancro all'esofago, pertanto i risultati potrebbero non applicarsi ad altri tipi di tumore. La ricerca è stata condotta principalmente su popolazioni asiatiche e sono necessari studi a lungo termine per comprendere appieno le applicazioni cliniche.

Risultati Principali

  • Ligilactobacillus salivarius bacteria correlate with poor immunotherapy response in cancer patients
  • Bacterial compound indole-3-lactic acid suppresses tumor-fighting immune cells
  • Engineered bacteria without ILA production restore immune function
  • Gut microbiome composition may predict cancer treatment success
  • Targeting harmful gut bacteria could improve immunotherapy outcomes

Metodologia

Lo studio ha analizzato 122 campioni fecali di pazienti con cancro esofageo sottoposti a immunoterapia neoadiuvante. Sono stati utilizzati modelli murini con microbioma umanizzato, modelli tumorali ortotopici e sequenziamento dell'RNA a singola cellula. Sono state incluse due coorti di validazione per confermare i risultati.

Limitazioni dello Studio

Lo studio si è concentrato sul carcinoma squamoso dell'esofago, il che limita la generalizzabilità ad altri tipi di cancro. La ricerca condotta principalmente su popolazioni asiatiche potrebbe non riflettere la diversità globale. Gli esiti clinici a lungo termine e le strategie di intervento ottimali richiedono ulteriori indagini.

Ti è piaciuto questo riepilogo?

Ricevi ogni settimana le ultime ricerche sulla longevità direttamente nella tua casella email.

Inserisci la tua email per iscriverti: