Longevity & AgingComunicato stampa

Il DNA dei pipistrelli rivela come i mammiferi longevi sconfiggono il cancro e resistono all'invecchiamento

L'analisi genomica dei pipistrelli longevi svela strategie immunitarie e di morte cellulare che potrebbero rappresentare la chiave per gli anni di vita in salute nell'uomo e per la resistenza al cancro.

sabato 12 settembre 2026 4 visualizzazioni
Pubblicato in ScienceDaily Aging
Article visualization: Bat DNA Reveals How Long-Lived Mammals Defeat Cancer and Resist Aging

Riepilogo

I ricercatori dell'UC Berkeley hanno sequenziato i genomi di otto specie di pipistrelli del genere *Myotis* — alcune delle quali vivono oltre 50 anni — e hanno scoperto che la longevità è strettamente legata alla funzione immunitaria e a una risposta insolita ai danni cellulari. I pipistrelli più longevi possiedono un maggior numero di geni che combattono il cancro e mostrano una sovrapposizione significativa tra i geni correlati all'invecchiamento e quelli deputati alla difesa dalle infezioni. È particolarmente degno di nota il fatto che le cellule del pipistrello dal pelo bruno, il pipistrello nordamericano più longevo, in risposta a danni chimici tossici abbiano attivato le vie della morte cellulare anziché i meccanismi di riparazione del DNA — la stessa strategia osservata negli elefanti, un altro mammifero longevo e resistente al cancro. Gli scienziati sperano che questi meccanismi genetici possano in futuro ispirare nuovi approcci per proteggere gli esseri umani dalle malattie legate all'età e dal cancro.

Riepilogo Dettagliato

I pipistrelli sono tra i più enigmatici casi anomali di longevità in natura: alcune specie vivono per decenni nonostante le loro ridotte dimensioni corporee, che nella maggior parte dei mammiferi predicono un'aspettativa di vita breve. Un nuovo studio pubblicato su <em>Nature</em> da ricercatori dell'UC Berkeley presenta la prima analisi genomica di otto specie di pipistrelli del genere <em>Myotis</em> e offre indizi sorprendenti su come questi animali resistano al cancro e alle malattie nel corso di vite lunghe.

La scoperta centrale è un forte legame tra aspettativa di vita e attività dei geni immunitari. Le specie di pipistrelli con vita più lunga presentavano una maggiore espressione di geni associati alla resistenza al cancro, e vi era una sovrapposizione genetica sostanziale tra le vie dell'invecchiamento e le vie della difesa immunitaria. Questo mette in discussione la tradizionale separazione tra ricerca sull'invecchiamento e ricerca sulle malattie infettive, suggerendo che i due campi potrebbero illuminarsi a vicenda.

Il risultato forse più sorprendente è emerso dalle colture cellulari in laboratorio. Quando le cellule del pipistrello nordamericano dalla vita più lunga — il pipistrello Bruno minore, <em>Myotis lucifugus</em> — sono state esposte a dosi letali di sostanze chimiche tossiche, non hanno attivato i geni di riparazione del DNA come previsto. Al contrario, hanno fortemente sovraregolato i geni che promuovono la morte cellulare programmata. Anziché tentare di riparare le cellule gravemente danneggiate, i pipistrelli sembrano eliminarle del tutto. Gli elefanti, un'altra specie longeva resistente al cancro, adottano la stessa strategia, lasciando intuire una soluzione evolutiva convergente.

Questo approccio potrebbe contribuire a prevenire l'accumulo di cellule danneggiate o mutate che potrebbero eventualmente diventare cancerose — un meccanismo chiave alla base sia del cancro sia del normale invecchiamento. La scoperta collega la biologia tumorale, l'immunologia e la scienza dell'invecchiamento in un unico quadro concettuale.

Permangono delle riserve: la ricerca si trova attualmente nella fase esplorativa, e tradurre la genomica dei pipistrelli in terapie per l'essere umano richiede un lavoro aggiuntivo considerevole. Le colture cellulari non replicano pienamente la biologia <em>in vivo</em>, e non è noto se replicare artificialmente queste vie nell'essere umano sarebbe sicuro o efficace. Ciononostante, identificare strategie di longevità conservate tra le specie è un punto di partenza consolidato per lo sviluppo di farmaci e interventi terapeutici.

Risultati Principali

  • Longer-lived Myotis bat species carry more active cancer-fighting immune genes, linking immune strength to lifespan.
  • Aging-related genes and infection-defense genes overlap substantially in bats, suggesting shared biological pathways.
  • Little brown bat cells respond to lethal damage by triggering cell death rather than DNA repair — purging damaged cells rapidly.
  • Elephants use the same damage-elimination strategy, indicating convergent evolution of cancer resistance in long-lived mammals.
  • Studying bat immunity may reveal ways to prevent human immune decline and reduce cancer risk during aging.

Metodologia

Questo è un riassunto di uno studio di ricerca primaria pubblicato su Nature da scienziati dell'UC Berkeley. La base di evidenze include il sequenziamento dell'intero genoma di otto specie di pipistrelli del genere Myotis e esperimenti in vitro di coltura cellulare che utilizzano cellule di pipistrello derivate da biopsie esposte a stress chimici. Nature è una rivista peer-reviewed di primissimo livello, il che conferisce forte credibilità ai risultati.

Limitazioni dello Studio

L'articolo è un riassunto giornalistico e non fornisce i dettagli metodologici completi dello studio originale. I risultati ottenuti su colture cellulari potrebbero non tradursi direttamente nella biologia in vivo dei pipistrelli o degli esseri umani. Le applicazioni terapeutiche nell'uomo rimangono speculative e probabilmente distano ancora anni dalla sperimentazione clinica.

Ti è piaciuto questo riepilogo?

Ricevi ogni settimana le ultime ricerche sulla longevità direttamente nella tua casella email.

Inserisci la tua email per iscriverti: